un cronopio sul comò

Rapporti di ricerca aggiornati sulla vita sessuale delle formiche australiane e sugli ultimi avvistamenti di corridori onirici.
martedì, 06 ottobre 2009

Concorsi letterari

Personalmente detesto i premi letterari, perché sono contraria alla competizione come modello sociale e culturale. Pur non potendomi certo paragonare al Sommo Poeta (Dante? Ma che! Parlo di NICK CAVE), che rifiutò il premio di MTV perché non era "un cavallo da corsa" e temeva che così la sua musa l'avrebbe abbandonato, condivido in pieno la sua antipatia per ogni forma di competizione artistica. Tuttavia, senza i premi letterari non avrei mai pubblicato nulla.

Da qualche mese faccio una ricerca dei bandi sul web.

Di siti che pubblicizzano i concorsi ce ne sono dozzine (esagero, saranno a mala pena dieci quelli interessanti). Ma molti concorsi sono promossi da "case editrici" a pagamento (metto tra virgolette perché non meriterebbero la definizione che si danno); moltissimi sono inutili (a meno che non si faccia collezione di targhe di dubbio gusto estetico o di medagliozzi da coatto); troppi chiedono quote di partecipazione elevate per premi miserrimi.

Sperando di far cosa utile e gradita, posterò ogni mese la mia selezione. Ho creato una scheda di valutazione dei concorsi, con parametri e punteggi (sono malata eh?).

In breve i parametri sono:

  • quota di partecipazione (sono comprese eventuali spese di stampa e spedizione). Il punteggio più alto, ovviamente, ce l'hanno i concorsi gratis. Poi, a scalare.

  • Prestigio del promotore. Un concorso promosso da una grande casa editrice prende 10. Il concorso del dopolavoro ferrovieri di vattelapesca sul montiglio, con tutto l'affetto per queste simpatiche manifestazioni, prende 1 solo punto. Case editrici a pagamento sempre 1 punto, semplicemente perché chi pubblica con loro, oltre a buttare un sacco di soldi, si brucia ogni possibilità di essere considerato da recensori e case editrici vere.

  • Premio. Se il premio è la pubblicazione, prendo in considerazione anche la distribuzione per la determinazione del punteggio. Se il premio è in denaro è più facile: i punti vanno in base alla golosità del gruzzolo.

Ogni mese posterò la lista dei concorsi che superano la sufficienza (sommando i punti dei tre parametri). Se il premio del dopolavoro ferrovieri di vattelapesca sul montiglio, oltre a essere gratis, mette in palio duemila euro, passa la selezione.

L'ho già detto, sono malata. Ora sto cercando casa e faccio le schede coi punteggi anche per gli appartamenti. Ma ho preso troppi abbagli in passato perché mi ero innamorata di un dettaglio. I dettagli sono pericolosi. Eppure sono l'unica cosa che può farti innamorare. La globalità è una noia mortale, come il paradiso. Anche se nessuno ha idea di come sia il paradiso. Tutti lo immaginano in modi diversi, da secoli, innumerevoli immagini del paradiso. E l'unico elemento in comune, fra le migliaia di visioni di tutte le religioni e i mistici del mondo, è la noia. Quindi il paradiso deve essere per forza noioso. Però qui stiamo parlando di case e affitto (anzi, no, di concorsi letterari). Quindi bisogna essere razionali. Noi creature razionali amiamo la noia. Eh, sì.

 

La lista la posterò la prima settimana di ogni mese per il mese successivo (con aggiornamenti). Però, visto che l'ho già fatta, domani metto su anche quella di ottobre, tanto scadono tutti il 30.

Ah, sono graditi commenti e segnalazioni di altri concorsi.

postato da: uiuisa alle ore 23:05 | link | commenti | commenti
categorie: concorsi, regole
martedì, 30 ottobre 2007

Lavori in corso

Il cronopio è in pausa e sta eseguendo un complicato defrag mentale.
L'autodisciplina mi permette di lavorare, ma continuo a disobbedimi per il piacere di infrangere le regole che mi sono imposta in continue azioni di auto-sabotaggio.
In questi ultimi giorni ho scoperto che:
- Le rubriche fisse non funzionano: il giorno del cinema mi viene voglia di scrivere di musica, e viceversa; il giorno dedicato alla letteratura sento l'impellente necessità di suggerire un sito... insomma, i negoziati vanno avanti, ma, finché non raggiungo un accordo col sabotatore, devo annullare le rubriche fisse. Lascerò solo Pamelo il lunedì, perché è una storia a puntate, e, anche se a seguirla saranno in due (compresa me), è giusto che ci sia una periodicità. Lunedì comunque non c'avevo voglia di scrivere, e neanche oggi... solo per questa settimana slitta a mercoledì :)
- Sto divorando le tre stagioni di Battlestar Galactica, anche se il militarismo che vi si respira mi fa venire l'orticaria. I personaggi mi stanno quasi tutti antipatici e spero che i Cyloni distruggano l'umanità.
- Sono di nuovo sotto attacco mistico. Sogno spesso di volare. A proposito delle interpretazioni dei sogni... tutte quelle stronzate che si leggono per cui chi sogna di volare vorrebbe "fuggire dalla realtà" o "essere superiore" vale a dire "essere supeman", "avere delle ambizioni" e via col liscio delle metafore sempliciotte.... se sogniamo semplicemente di camminare non c'è tanto da discutere.
Le sensazioni dei sogni non nascono dal nulla, sono ricordi di sensazioni che abbiamo realmente esperito nella veglia. Ma la sensazione del volo, così reale, così unica, l'ho provata solo nel sogno, ed è sempre la stessa. Quindi quale esperienza fisica ricordo? Quando il mio corpo ha imparato a volare? Forse nel sogno la mente attinge ad un inconscio fisico collettivo, dove dormono anche gli istinti della specie. Forse questo inconscio, siccome il tempo è circolare, non attinge solo al passato, ma anche al futuro... un crogiolo che dorme nel profondo del nostro dna, dove si mischia tutto quello che la specie umana è stata e sarà... per lo stesso motivo, forse, a volte si possono fare sogni profetici. E dai sogni dei gatti potremmo conoscere il futuro della specie felina, e da quelli degli scarafaggi scoprire se davvero un giorno domineranno il mondo...
postato da: uiuisa alle ore 19:36 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: sogni, colori, regole, spaziotempo
lunedì, 08 ottobre 2007

Un nuovo inizio... spero.

Dopo anni di autotradimenti ho perso ogni fiducia nelle mie promesse. Tuttavia voglio darmi un'altra possibilità e riaprire questo blog.
Perché non ho più scritto? Passino le vacanze, passi che faceva troppo caldo per chiedere ai miei neuroni di collaborare, passi la depressione per non aver ancora trovato un lavoro... no: è questo il motivo principale. Ieri ho realizzato che questo è di gran lunga il periodo peggiore della mia vita. Supera persino gli ultimi due anni di liceo (e avrei giurato che come bruttezza avrebbero tenuto il primo posto anche quando, ottuagenaria record di dolori e acciacchi, non avrei più ricordato di aver avuto diciassette anni.) Ma al liceo, nonostante gli amici ipocriti, la solitudine stizzita e romantica di chi ha la sfiga di avere interessi un pò particolari, la pesante aria di provincia e i litigi coi genitori (quelli non mancano mai in queste liste), era un pò come scontare gli ultimi due anni di prigione: lo sai che prima o poi esci, che per quanto sia brutta finirà e dopo hai tutto il mondo davanti a te, un universo di possibilità più folli e numerose di un esperimento quantistico, una mappa pre-colombiana.
Ora è come...
Scoprire che, uscito di prigione, non hai nessun posto nella società? Vedere come tutti gli spazi sulla mappa erano stai già scritti da tempo e come, non solo l'America era già stata scoperta, ma non c'è più posto per te? Essere un sasso in caduta libera nell'universo newtoniano, anziché una imprevedibile e libera particella in un esperimento heisenberghiano?
Un pò tutte queste cose. In più la gabbia ora me la sto costruendo da sola.
Un altro motivo per cui non ho più scritto il blog era l'indecisione sulla sua natura. Un cine blog? Un bio blog? Un diario di letture?
Così ho deciso non solo di riaprire questo blog, ma di aggiornarlo quotidianamente, dedicandomi ogni giorno della settimana ad una diversa rubrica.
Salvo modifiche la scaletta è questa:

LUNEDI': Pensieri, elucubrazioni, cazzi miei e varie
MARTEDI': Libri
MERCOLEDI': La rubrica a sorpresa.
GIOVEDI': Musica
VENERDI': Cinema e TV
SABATO: Il racconto
DOMENICA: Il santo e l'oroscopo.
Ah ah, no scherzo, la domenica linkerò un blog o un sito.

E' un sacco di roba e probabilmente troppe cose verrano fuori male (ed io purtroppo non sono clinicamente iperattiva). Però non ho niente da fare, a parte spedire i miei dieci curriculum quotidiani, deprimermi, guardare film e telefilm, cazzeggiare su internet, leggere e fissare il soffitto elaborando raffinati piani per conquistare l'universo per almeno un'ora quando mi sveglio.

Ultimo dubbio: come titolo la categoria del lunedì? Pensieri mi sa tanto di diario di una tredicenne. E poi è un termine scorretto perché è troppo generico: tutto quello che si scrive o si dice (in genere) viene prima pensato. E nel momento in cui il pensiero viene scritto o pronunciato non è più tale.
Divagazioni? Appendici? Riflessioni? Diario? Oppure un tag che non c'entra niente? Ho la paralisi con i titoli e le sintesi. Credo dipenda dalla mia weltshaung. Oppure dal fatto che sono le tre e devo ancora pranzare.
Il problema è che con splinder i tag di un file non li puoi più cambiare.
Dato che l'apertura di questo blog è stata ispirata da un sogno, da uno scarafaggio e da una canzone dei Radiohead, e che dopodomani uscirà il sospirato LP7, titolerò la rubrica del Lunedì "colori", in onore all'ultimo dei Radiohead "In Rainbows". E perché i pensieri possono essere blue, rossi o verdi ecc. ecc.
A presto.
E stavolta dico sul serio.
Spero.
postato da: uiuisa alle ore 13:59 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: colori, regole
lunedì, 04 giugno 2007

...ancora perché

Quando in un vago revival di entusiasmo ho deciso di aprire questo blog non avevo fatto i conti con alcune semplici verità:
- Non so niente in realtà delle formiche australiane
- E' meglio non fare qualcosa (in questo caso un blog) se non sai perché lo stai facendo. Quindi è meglio non fare niente, poiché non possiamo mai definire con certezza il motivo delle nostre azioni. Tuttavia se sono viva inesorabilmente faccio qualcosa. Se ne deduce il difetto ontologico di ogni azione e di questo blog.
- E' sempre difficile cercare di smettere di fumare. Farlo in un periodo di depressione è altamente autolesionista, diabolico e insano. Nonché dannoso per il blog, poiché la mia forza di volontà è limitata.

Ho fatto l'I Ching ed è uscito l'esagramma Chieh (La Delimitazione). In sintesi:
"Il lago ha un'estensione limitata. Se vi entra una maggiore quantità d'acqua esso trabocca. Bisogna perciò porre delle barriere. [...] Le possibilità illimitate non sono fatte per l'uomo. Così la sua vita non farebbe altro che dissiparsi nell'illimitato. Per diventare forte, l'uomo deve istituire volontarie barriere di doveri."
Maledetti I Ching! Ci azzeccano sempre. Visto che mi hanno confermato che non sono immortale proverò almeno a seguire il consiglio per "diventare forte".
Quando mi prendevano dei raptus da temporanea dipendenza da videogiochi, al termine della sbornia ero colta da pentimenti e sensi di colpa e scrivevo un giuramento del tipo "Giuro che non giocherò più a Diablo (o ai Sims ecc.) fino al 2005, neanche per cinque minuti (questa era una clausola importante perché a volte rompevo il giuramento con la scusa che avrei giocato solo 5 minuti e poi ci stavo ore)". Firmavo e facevo controfirmare da un testimone (di solito il mio ragazzo, che se la rideva una casino e mi accusava di essere "cattolica dentro" a causa dei sensi colpa. Accusa infondata a mio parere: mica i sensi di colpa li hanno solo i cattolici. O no?)
Per curare la mia curiosità e insoddisfazione cronica metterò delle barriere e farò un giuramento su questo blog, in modo che ci siano dei testimoni.

"Giuro che:
- Scriverò su questo blog almeno una volta a settimana (da rispettare sempre, ad eccezione del caso in cui mi trovi in viaggio in un luogo privo di connessioni ad internet)
- Smetterò di fumare (occasionalmente potrò fumare, ma mai più di tre sigarette nell'arco di 24 ore.) Questo punto non c'entra niente con le barriere, ma visto che sto facendo un giuramento ce lo metto dentro lo stesso: fanno così anche per le leggi in parlamento.
- Sceglierò una delle cose fatte fin'ora e cercherò di portarla a termine. (questo punto lo capisco solo io, ma non importa: in ogni caso non è fondamentale che un testimone controlli se il giuramento è stato portato o no a compimento. Il suo significato di testimone sta nel valore che gli dà chi presta il giuramento. Se rompo il giuramento, anche il testimone perde il suo significato.)

Firma:
M. A."
postato da: uiuisa alle ore 21:04 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: regole
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